Bricocenter rock'n'roll

Franz FerdinandNon è ancora uscito il loro primo album ma già ti senti "indietro" a parlare dei Franz Ferdinand.
In giro si trova tutto da un pezzo, disco e recensioni (quasi sempre entusiastiche), con una accuratezza tale che ti solleva da ogni responsabilità e ti concede tutta la trascuratezza necessaria a un paio di giri sullo stereo mentre bolle l'acqua per il tè.
Una settimana dopo ti scopri a dondolare la testa a ritmo, e allora ti rendi conto di quest'aria di familiarità che pervade l'omonimo (per l'appunto) album sin dalla prima nota, la perfetta apertura di Jacqueline.

Saranno i nuovi Interpol, come vengono spesso dipinti? E dire che quelli vecchi sono vecchi di neanche due anni ma fa niente. Comunque non saprei, in generale suonano troppo macho per competere con gli eleganti newyorkesi.
La dura vita dello squat popolato dagli artisti su a Glasgow deve avere ben altrimenti temprato il nostro quartetto, e specialmente Alex Kapranos, che quando vuole sa tirare fuori proprio un bel vocione da baritono.

Che i nostri siano stati compagni di viaggio degli Hot Hot Heat si sente, e non si può certo dire che non se lo meritassero. Quando poi si stirano tutte queste batterie danzerecce tipo punk-funk burino, non ci si esime proprio mai dal citare i Rapture.
Io però mi domando perché a nessuno siano venute in mente anche le care vecchie compatriote Elastica: nelle tracce dalla uno alla quattro, in particolare, e con riferimento alla tracce numero sei e dieci.
Tralascerei altri confronti con gli Strokes solo perché mi sembra che il disco duri un sacco di più (e invece si tratta di spiccioli), e poi quegli effetti per il microfono che si sono fatti prestare li hanno dati indietro subito.
Voci ben informate ci assicurano che i live spaccano e sarà un piacere avere la conferma proprio al Covo di Bologna, il 13 marzo, al secondo Homesleep Weekend.

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