sabato 23 dicembre 2017

Il podcast di Natale: Threelakes And The Flatland Eagles live @ polaroid!

Threelakes And The Flatland Eagles live on polaroid 2017/12/18

Quest'anno la puntata di Natale di "polaroid - un blog alla radio" è stata molto speciale, sono infatti venuti a trovarmi in studio Threelakes And The Flatland Eagles per un piccolo live unplugged e parecchi brindisi. Luca Righi e soci ci avevano già regalato un inedito nella compilation A polaroid for Christmas, un paio di settimane fa, e ovviamente non poteva mancare dalla scaletta della serata. Abbiamo chiacchierato del prossimo album, in arrivo all'inizio dell'anno nuovo, di musicisti della Bassa e non ci siamo fatti mancare il panettone.
Qui trovate il podcast dell'intera puntata, mentre qui sotto le canzoni che i regaz ci hanno regalato dal vivo:

Threelakes And The Flatland Eagles
live @ "polaroid - un blog alla radio"
2017/12/18


- Christmas Night
- Remedy
- Heaven's Cell


giovedì 21 dicembre 2017

Don’t forget to say the things that you want to say to me

Pale Lights - The Stars Seemed Brighter

Where is the romance today?
Did we grow up would you say?
If we are lost
What did we lose?


Far uscire questo album un paio di settimane fa, in mezzo al subbuglio delle classifiche di fine anno, delle playlist di canzoni natalizie e delle cene aziendali, è stato un gesto abbastanza sconsiderato. E quei toni spenti della copertina dall'aria vintage, non si perderanno tra tutte queste luci colorate e addobbi chiassosi? La musica delicata dei Pale Lights meriterebbe maggiore attenzione, ma in fondo l'indiepop che amiamo ci ha abituato da tempo anche a certi gesti un po' autolesionisti e perdenti. E in ogni caso, una band che vede al suo interno componenti (o ex) di band del calibro di Comet Gain, Crystal Stilts, Cinema Red and Blue e Ladybug Transistor sembra fatta apposta per finire su questo blog, fosse anche il 25 dicembre e tutti nell'altra stanza fossero già seduti a tavola.
The Stars Seemed Brighter è il secondo lavoro sulla lunga distanza per la formazione newyorkese, ed è un disco al tempo stesso immediato e dalla confezione preziosa. Phil Sutton e i suoi compagni di ventura (tra i quali segnalo anche lo special guest Hamish Kilgour dei Clean) hanno messo a punto una scrittura ormai impeccabile, che si ispira a classici come Go-Betweens o Field Mice, e che a me ricorda tanto anche Lloyd Cole. Una musica che riesce a suonare elegante e frugale, quasi asciutta anche nei momenti più malinconici e morbidi. Raccontano storie fatte di nostalgie impossibili (Coming Up For Air), incontri che si confondono col sogno (You Were My Sweetheart) e inevitabili rimpianti (Mother Cries o The Army Game). Manca forse un po' di quieto conforto, una punta di dolcezza in più, ma quella la trovo nella musica, serena e sentimentale come sempre, dei Pale Lights.



sabato 16 dicembre 2017

Indiepop Jukebox: Christmas time is here!

Dopo i grandi successi della compilation di Natale di polaroid, dopo tutta la musica a tema natalizio che esce da ogni dove senza sosta, scommetto che a quest'ora avete proprio voglia di un po' di canzoni indiepop con "Christmas" nel titolo.

The Spook School - Someone To Spend Christmas With

Niall McCamley, il batterista degli Spook School, si candida a diventare il Babbo Natale Twee dell'anno e forse non solo. Infatti, è lui fotografato sulla copertina del nuovo singolo pubblicato "in occasione delle festività" dalla band di Glasgow, Someone To Spend Christmas With: “This is a song about figuring out how you want to conduct your own relationships when it feels like the world is full of conflicting advice about the ‘best’ way to do it, whether that be monogamy, polyamory, or something else entirely. The refrain relates to the ideal of having one important person in your life with whom you’ll always spend your special occasions. Merry Christmas from The Spook School!”





Porridge Radio - O. Christmas

I Porridge Radio, quintetto di Brighton capitanato da Dana Margolin, possono suonare spigolosi come le Raincoats quanto sofisticati come i Broken Social Scene. Riescono a passare dal bedroom pop più intimo a un post-punk trascinante, infilando in mezzo una fantastica cover di Daniel Johnston. E poi hanno condiviso un tour con gli Evans The Death, quindi per me sono automaticamente fighissimi. Per questo Natale hanno realizzato un flexidisc su Art Is Hard intitolato O. Christmas, che parte piano e poi a poco a poco degenera: "the song is the soundtrack to that Christmas Eve where you remember how much you hate your hometown and walk home alone in the rain. Because your life is far too dismal for it to snow on Christmas Eve".





Fascinations Grand Chorus - Merry Christmas

Ormai presenza fissa in questa rubrica, i Fascinations Grand Chorus non potevano esimersi dal regalarci un delizioso singolo retrò, quanto meno per rimediare all'assenza di She & Him dal Natale di quest'anno. Merry Merry Christmas è perfetto per i baci sotto il vischio e contiene un paio di inediti e una cover del classico Christmas Waltz:





 Christmas on Earth by Marching Church

Anche in casa Sacred Bones festeggiano il Natale, ovviamente alla loro maniera. Elias Bender Rønnenfelt, già nei danesi Iceage, ormai da tre anni è attivo come Marching Church e per festeggiare il Santo Natale ha pubblicato un singolo, Christmas On Earth, che racconta la storia drammatica di un padre che per le feste rapisce i figli di cui ha perso la custodia. Arrangiamenti sontuosi da crooner, campanelli, fiati e grandi cori, che però rivelano una luce via via più cupa:





The Christmas Cards - Let's Stay Up All Night Playing Christmas Songs

The Christmas Cards sono una specie di supergruppo nato dall'incontro tra The Postcards e Father (se trovate dei link più recenti di dieci anni fa, mandate un messaggio). Dovevano realizzare una canzone per la compilation della Emotional Response, e poi si sono divertiti così tanto da tirarne fuori un album intero, Let's Stay Up All Night Playing Christmas Songs. La cover di Christmas Time Is Here di Lee Mendelson e Vince Guaraldi è una delle più divertenti mai sentite:





Bubblegum Lemonade - Laz Christmas

Nel jukebox natalizio non può mancare la Matinée Recordings! L'etichetta californiana, infatti, ha da poco pubblicato il nuovo EP della one man band scozzese Bubblegum Lemonade, cinque tracce originali super jangling e festose, più una cover di Silent Night. Lawrence "Laz" McCluskey non poteva che intitolare la raccolta Laz Christmas:


mercoledì 13 dicembre 2017

A polaroid for Christmas 2017

a polaroid for Christmas 2017


IT  La mattina del 13 dicembre le ragazze scandinave indossano vesti candide e una corona di candele accese. L'oscurità della notte di Santa Lucia, che secondo il Calendario Giuliano era la notte più lunga dell'anno, è ormai alle spalle e la luce può ritornare. Ci si scambia doni, si preparano dolci tradizionali, si canta in coro e prende il via il periodo delle festività.
Come già gli anni scorsi, anche "polaroid - un blog alla radio" ha deciso di entrare nello spirito natalizio e di provare a farvi un piccolo regalo. Ho chiamato un po' di amici e di band, e ho chiesto se volevano scrivere una canzone adatta a questa stagione, o almeno suonare una canzone che mi facesse compagnia mentre addobbavo l'albero di Natale. Ancora una volta, le risposte sono state superiori a ogni aspettativa.
Ringrazio tutti i musicisti che hanno partecipato, sono stati fantastici: qui sotto trovate tutti i link. Spero che vi piaccia: è una polaroid per Natale, per fare un po' di auguri a tutti.

ENG  On the morning of December 13th, scandinavian girls wear white robes and a crown of candles. The darkness of the night of Saint Lucia, which according to the Julian Calendar was the longest night of the year, is now behind us and light can return. People exchange gifts, prepare traditional sweets, sing in choirs and kick off the holiday period.
Like we did the last years, polaroid blog has decided to enter into the Christmas spirit and brings you a small gift. I called some friends and some bands, and asked them if they wanted to write a song for this season, or at least play a song that could keep me company while decorating the Christmas tree. Once again, the responses exceeded all expectations.
I thank all the musicians who participated, they were fantastic. Below you can find all the links. I hope you like it: it's just a polaroid for Christmas to send some greetings to everyone.

01) Jake Bellissimo - If I Die On Christmas
02) Threelakes and the Flatland Eagles - Christmas Night
03) Ladroga - Metalcore (almeno a Natale)
04) Baseball Gregg - Fireside
05) Canadians - Dying For You
06) All My Teenage Feelings - It's A Wonderful Life (Sparklehorse cover)
07) Curiositi - Somewhere In My Memory (Home Alone 2 cover)
08) The Jackson Pollock - I Was Dreaming
09) Setti - Tutto ad un tratto
10) Lobby Boys - Dizziness
11) Freez - Parents
12) Mt. Zuma - If You Were Born Today (Low cover)
13) The Vendetta Suite - Oh Let's Just Be Friends (At Christmas)





lunedì 11 dicembre 2017

La Classifica dei Dischi dell'Anno 2017!

La Classifica dei Dischi dell'Anno 2017!

In questi giorni, con il 2017 oramai agli sgoccioli, ho visto un sacco di amici postare su facebook e twitter quei riepiloghi degli ascolti musicali dell'anno erogati in automatico da Spotify. Un anno di dischi e canzoni può stare tutto dentro uno scontrino colorato e un paio di statistiche personali. Puoi commentarlo a colpo d'occhio, puoi condividerlo leggero, puoi cliccare veloce sul prossimo "Best New", già proiettato in avanti, a scivolare sulle playlist. La traballante tradizione delle Classifiche dei Dischi di Fine Anno, mutuata dalle riviste del secolo scorso e messa sempre più in discussione da almeno tre lustri di webzine e blog, appare ancora più obsoleta. Sempre più testate, del resto, già verso giugno pubblicano delle "classifiche di metà anno", come se aspettare dodici mesi fosse ormai un'usanza arcaica, un po' fastidiosa e un po' reazionaria.
A me le Top Ten di fine anno piacciono ancora: ne leggo sempre troppe, trovo sempre una quantità di dischi che non ho mai sentito nominare e che mi lascia atterrito (ma dove sono stato tutto questo tempo?), mi fermo sulle "motivazioni" dei titoli che avrei scelto anche io per cercare un po' di conferme, e mi piace rovistare tra le posizioni più marginali per scoprire come i giornalisti riescono ad arrampicarsi sugli specchi.
Poi arriva il momento di fare la classifica per il blogghettino, ripenso a tutto quello che ho suonato alla radio, scorro gli archivi dei mesi passati nella colonna qui accanto, mi metto le mani sulla faccia per le sciocchezze che ho scritto anche solo l'altro ieri, e alla fine tiro fuori i dieci dischi che già ero sicuro avrei ricordato più o meno in questa stagione. Non sono mai "i migliori dischi dell'anno": sono soltanto dieci dischi che nel diario 2017 di "polaroid - un blog alla radio" sono stati in qualche modo importanti. Sempre con troppe parole e senza statistiche.

~ ~ ~

Petite League - Rips One Into The Night10) Petite League - Rips One Into The Night
Che interminabile incanto, i vent'anni degli amori che ti travolgono e tirano giù tutto, i vent'anni invincibili degli "as long as I'm with you / ain't scared of nothing / but losing you". I vent'anni bisognerebbe cantarli sempre così.





Wesley Gonzalez - Excellent Musician9) Wesley Gonzalez - Excellent Musician
Non ci sono chitarre, non c'è punk né indie rock, né tantomeno indiepop (vade retro!), ma nell'esordio solista di quella che è stata la voce dei Let's Wrestle ritroviamo tutta la cattiveria e tutta la poesia che già amavamo.





Dag - Benefits Of Solituide8) Dag - Benefits Of Solitude
Lo sguardo dentro queste canzoni è quello di chi è abituato a guardare lontano, in fondo alle lunghe distanze dell'Autralia. Le distanze che ti portano a misurare le parole. C'è la solitudine e c'è il silenzio, e c'è anche quel sorriso di chi ha bisogno di compagnia, ma ha imparato a non aspettarsi troppo dagli altri.





LCD Soundsystem - American Dream7) LCD Soundsystem - American Dream
"I'm not dangerous now / The way I used to be once". Chiamalo, se vuoi, narcisismo, ma quello di James Murphy è un narcisismo che sa trasformarsi ("you can change your mind!") e riciclarsi ancora dentro un discorso fertile e niente affatto arido.

(mp3) LCD Soundsystem - Tonite



The Clientele - Music For The Ages Of Miracles6) The Clientele - Music For The Age Of Miracles
Intatta la capacità di comporre acquerelli in forma di musica; intatto il dono di saper racchiudere in una canzone un paesaggio che da suburbano si scioglie nel sogno. Music For The Age Of Miracles arriva dopo sette anni di silenzio per i Clientele ma, come hanno sottolineato tutti, è come se non fosse passato un solo giorno nel loro mondo.

(mp3) The Clientele - Everyone You Met



Carl Brave x Franco126 - Polaroid5) Carl Brave x Franco126 - Polaroid
A metà della classifica, è giusto mettere quello che è stato un po' il disco dell'estate da queste parti. Come uno Urban Dictionary “de Trastevere”, Polaroid dispiega le proprie strade e il proprio slang in un solo gesto, e la sua eleganza sta nel suo essere forse non perfetto ma, proprio come un’istantanea, vivido e immediato.

(mp3) Carl Brave x Franco126 - Pellaria



Hater - You Tried4) Hater - You Tried
Amo quei dischi che sembrano suonare allegri, sorridenti e piacevoli, addirittura primaverili, ma che trascinano nel cuore una malinconia splendente, come quello degli svedesi Hater, un addio che si prolunga e non si placa.





Dressed Like Wolves - The Big Try3) Dressed Like Wolves - The Big Try
Un disco uscito da meno di un mese e subito sul podio? Sì, senza nessuna esitazione. Perché "piccoli" dischi come questo sono come quegli innamoramenti che ti travolgono e ti sommergono, e anche se non sai come potrà andare a finire, senti che non vuoi fermarti. Uno di queri dischi per cui esiste quesot blog. Sincero, brutale e appassionato, The Big Try è un disco che ti si stampa sul cuore al primo ascolto.





Jake Bellissimo - The Good We've Sewn2) Jake Bellissimo - The Good We've Sewn
Un disco di indiepop fatto come nei miei sogni, un disco che dovrebbero conoscere e amare tutti quelli cresciuti con Belle & Sebastian e Jens Lekman, un disco che ho visto nascere (conflitto di interessi!) e che continua a sembrarmi prezioso ed emozionante come la prima volta che l'ho ascoltato.






Alvvays - Antisocialites1) Alvvays - Antisocialites
Se lungo Antisocialites tornano in mente i prevedibili paragoni che facevamo di fronte alle loro prime prove, dall'indie rock estivo à la Best Coast, all'indiepop più scintillante di Camera Obscura / Concretes (e in mezzo aggiungiamo il rimando ai TV Personalities di Plimsoll Punks, e quella deliziosa riproduzione in scala dei Fleetwood Mac che è Dreams Tonite), bisogna riconoscere che gli Alvvays hanno ormai sviluppato un suono che, in tutto e per tutto, è soltanto loro. E soprattutto bisogna riconoscere che sono riusciti a realizzare un secondo album che addirittura supera le aspettative e i risultati dell'esordio.





~ ~ ~

Bonus tracks:
- L'EP che meritava di stare in mezzo agli album dell'anno: Lexie Record Time!
- Il disco che più mi è dispiaciuto lasciare fuori dalla Top Ten: The New Year - Snow
- Il mio concerto dell'anno: Shout Out Louds @ Astra Kulturhaus, Berlino 2017/10/14

domenica 10 dicembre 2017

Lived through apocalypse predictions

SHITKID

“polaroid – un blog alla radio” – S17E10

Dressed Like Wolves – Death of Girls
ShitKid – Oh Me I’m Never
Best Coast – Little Saint Nick (Beach Boys cover)
[in collegamento con Andrea “Benty” Bentivoglio per “Troppa Braga“]
Best Friend – Apocalypse Prediction (September 25th)
Spinning Coin – Raining On Hope Street
Très Oui – Séance
Shopping – The Hype
The Go! Team – Mayday
The Ocean Party – Memorial Flame Trees



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Merry Xmas Darling - gli auguri della Emotional Response

 EMOTIONAL RESPONSE - 'MERRY XMAS DARLING' compilation

Uno dei problemi di quando si avvicina il Natale è potermi permettere quelle colazioni lunghe almeno un paio d'ore per inzuppare senza sosta pandori e panettoni nel caffellatte. A quel punto, la colonna sonora di un semplice singolo natalizio non mi basta più: occorre almeno un'intera compilation. La Emotional Response, la label curata dai Boyracer, quest'anno ha pensato bene di realizzare MERRY XMAS DARLING, raccolta indiepop con una delle copertine più sconfortanti di sempre, che però racchiude una tracklist assolutamente brillante, con nomi come Even As We Speak, Seafang, No Monster Club, Snowy (degli Ocean Party), My Teenage Stride, oltre ovviamente ai padroni di casa. Tra gli altri, si segnalano i californiani Cruel Summer, che ci deliziano con una versione quasi Spectoriana di Christmastime Is Here, perché il Natale tira fuori sempre un po' il Charlie Brown che è in noi.




mercoledì 6 dicembre 2017

Like a shell on the shore your old heart echoes like the sea

Dressed Like Wolves - THE BIG TRY

I think you are heaven sent because you have the scent of cheap red wine on you and every time you walk into a room you sing about how the world is small and dying and we still have each other...

Nell'istante in cui ho letto che, per registrare il loro nuovo album The Big Try, gli inglesi Dressed Like Wolves si erano fatti prestare dei microfoni da Ellis Jones dei nostri cari Trust Fund, avevo già deciso che mi sarebbero stati simpatici. Poi è partita Tiny Ides, ed è venuto giù un po' tutto. Lasciarsi travolgere è l'espressione che ho avuto subito in mente. Una voce così fragile, una progressione di accordi così nuda che quasi non capisci come la musica possa stare assieme. Eppure trabocca d'amore e risate strappate alle lacrime, "you're half flat coke with too much ice / and with no straw / but you're still mine", e la canzone va avanti e ti sbatte dove vuole, non ti vede neanche, è tutto un precipitare e un accavallarsi di immagini slegate, di cuori sanguinanti, è come stare in faccia a un mare in burrasca e aspettare onda dopo onda di venire travolti e sommersi, "and I'm swimming / you're the current / you're a secret / and you show it".
Sembra un trucco risaputo, quel contrapporre rumore e romanticismo, quell'esibire sentimenti, lasciarli esplodere in cielo in piena luce, e poi seppellirli subito dopo nel frastuono, nelle inarrestabili eumerazioni, nei feedback delle chitarre. Ma Rick Dobbing, autore dietro il nome Dressed Like Wolves, possiede una grazia e un talento che mi ha spiazzato e mi ha fatto innamorare a prima vista. Quello che raggiunge con la sua musica è uno stato emotivo che può ricordare al tempo stesso Bright Eyes e certi Grandaddy: la sua pronuncia sempre molto drammatica riesce portare avanti il racconto sia nei momenti acustici che in quelli più elettrici, spesso avvicendandoli più volte all'interno delle stesse tracce, vedi la piccola e deliziosa Outerlimits in apertura, o la struggente e onirica Slate ("what rain were you listening to today?"). Uno stile a cui non manca l'immaginazione, per esempio quando escogita un titolo meraviglioso come You've Been Drinking White Russians All Night And Now Your Bones Are Strong, o lancia la metafora di due astronauti innamorati che muoiono alla deriva nello spazio e forse riescono a darsi un ultimo bacio (Dying In Space).
Ma è lo stesso Dobbing, in un'intervista a Gold Flake Paint, a dare una perfetta definizione della musica dei Dressed Like Wolves, ovviamente offrendola e poi quasi tirandosi indietro: «I don’t know who these songs will resonate with but hopefully people like too many words, no choruses, big riffs and loads of massive casio over the top. This is our rock'n'roll album for sure and I don’t know for sure if we have another full one in us. It’s a love letter to the summer easing into autumn and everyone who means anything to us».
E come ogni "lettera d'amore" sincera, brutale e appassionata, The Big Try è un disco che ti si stampa sul cuore al primo ascolto.

I would sing you every song that could ever make you smile
in hopes that you could sing those songs to someone else






lunedì 4 dicembre 2017

"There's a tale about Christmas that you've all been told"

Indie For The Holidays

Mancano venti giorni a Natale e ormai non possiamo più fare finta di niente: le canzoni piene di campanellini, slitte e renne sono già tutte intorno a noi. Del resto, a parte quell'ironico ugly Christmas sweater che avete comprato su Etsy nel 2009, e che oggi nessuno trova comprensibile, esiste qualcosa di più tradizionale, obsoleto e fedele a sé stesso delle "canzoni di Natale sui blog"?
Quando ho letto che Amazon stava lanciando la compilation "Indie for the holidays" non ci credevo: con un titolo del genere, potevano all'improvviso tornare d'attualità le battute sulla frangetta di Zooey Deschanel e forse c'era da sperare anche nel ritorno dei Long Blondes. Se poi aggiungiamo che la prima canzone uscita è di Best Coast, no dico: "Besty Coasty", con quell'ammiccare ai bei tempi di Hipster Runoff, tutto assumeva l'aspetto di una specie di improbabile gag del Saturday Night Live a tema "mp3 blog revival".
Oltretutto la nostra cara Bethany Cosentino si cimenta con una cover di Little Saint Nick: "Being from California and being heavily influenced by The Beach Boys we felt like we had to cover this one!". Non fa una piega. Nel resto della scaletta si segnalano Kevin Morby, Albert Hammond, Jr. e Dean & Britta insieme a Sonic Boom.
Ma c'è poco da fare i cinici: questo blog ha sempre tenuto fede a certe tradizioni e alle playlist di stagione, e quindi prepariamo le luci colorate, la neve finta e cominciamo ad abituarci a salutarci con "Buon Natale".

domenica 3 dicembre 2017

Nobody cares

Superorganism

“polaroid – un blog alla radio” – S17E09

Spinning Coin – Tin
Parsnip – Seeing Red
The Golden Boys – Cincinnati
Superorganism – Nobody Cares
Sufis – Another Way
[in collegamento con Davide dalla redazione di The Breakfast Jumpers]
Cumino – Alps
Burnt Palms – So Heavenly
Furnsss – Roll With It
The Orielles – Let Your Dogtooth Grow
Bed Wettin’ Bad Boys – Plastic Tears
Go-Kart Mozart – When You’re Depressed
Dressed Like Wolves – Tiny Ides

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venerdì 1 dicembre 2017

So heavenly

BURNT PALMS

Le band si sciolgono, non si trova più nessuno che ti aggiusti un giradischi e oramai è impossibile ascoltare cassette sulle automobili nuove. Le band si sciolgono e per un po’ è difficile capire se ne valeva la pena. Per un po’ non sai dove andare, o come trovare posto a tutte quelle scatole. A volte le band si sciolgono perché avevano detto tutto quello che volevano dire. A volte, quando siamo fortunati, ci rimane in tasca una storia, ci resta addosso, fatta di dischi, fotografie, magliette che puzzano di fumo. Una storia quasi mai perfetta, ma comunque importante. Una storia fatta di musica e di parole, esattamente come siamo fatti noi.
Christina Riley è cresciuta ascoltando le Hole, le Breeders e i Built To Spill: lo puoi capire dal primo accordo della sua chitarra o dalle prime note della sua voce. Quando ha incontrato la batterista Clara Nieto è stato come se tutto quello che aveva sempre cercato di dire con la musica trovasse una ragione. Insieme al bassista Brian Dela Cruz e alla seconda di chitarra di Joshua Vazquez hanno dato vita ai Burnt Palms e hanno inciso quattro album e una manciata di split tape e singoli. Indie rock californiano che era capace di rivelare una sensibilità indie-pop agrodolce e travolgente. 02​/​18​/​17 è la registrazione di un live tenutosi in quella data a Santa Ana. La registrazione del loro ultimo live, per la precisione. Avrebbero dovuto entrare in studio poco dopo, a preparare le prime tracce di un nuovo album, ma spesso le cose cambiano in fretta e quella stessa notte la band si sciolse. Fortunatamente alcuni inediti sono stati catturati in questa cassetta. Quella data segnò la chiusura del progetto Burnt Palms, ma la loro storia, con queste canzoni irrequiete, ruvide e malinconiche, ci rimane ancora addosso.