sabato 13 gennaio 2018

Life is peachy

POLAROID – UN BLOG ALLA RADIO – S17E13 - podcast

“polaroid – un blog alla radio” – S17E13

Double Grave – Polaroid (demo)
Jetstream Pony – Charms Around Your Wrist (The Softies cover)
Echowave – Do You Still Think Of Me
Stephen’s Shore – The Sun
Talons’ – Dark Age
Moon Duo – Jukebox Babe (Suicide cover)
Lilac – Pale
Los 1995 – Platos Rotos
Little Star – Even in Dreams
Courtney Farren – Go Easy
Julie Cool – Triceratops
Pickle Darling – Mouthful
Shy Boys – Life Is Peachy
Belle And Sebastian – Sweet Dew Lee
Jens Lekman – Who Really Needs Who


Download / Streaming / Iscriviti al podcast / iTunes / Mixcloud

venerdì 12 gennaio 2018

Your true name

The Radio Dept. - Your True Name

È uscita questa notte, a sorpresa, e l'ho già ascoltata decine di volte in loop: una nuova, inattesa e strepitosa canzone dei nostri amati Radio Dept.! Si intitola Your True Name e non arriva dalla storica etichetta svedese Labrador ma a quanto pare sarà pubblicata sulla loro Just So. Ancora non ci sono informazioni ufficiali, aggiornerò questo post in caso i sempre laconici Radio Dept. diffondano qualche comunicato.
La canzone spinge su quelle chitarre e su quei feedback che, ovviamente, hanno subito fatto esultare tutti quelli che portano ancora nel cuore l'epoca di Lesser Matters. Staccarsi dai suoni sintetici degli ultimi anni sembra ormai essere un pattern consolidato per queste saltuarie uscite in mezzo alle lunghe pause tra un album e l'altro, come già era successo un paio d'anni fa con la travolgente This Repetead Sodomy. In ogni caso, qui il pezzo è ancora in loop, io sono commosso, non riesco a stare fermo e penso che i ragazzi non potevano farci cominciare l'anno nuovo in modo migliore.

giovedì 11 gennaio 2018

"I'm kinda pissed if this is the real me"

SIDNEY GISH

Eccoti qui, e il ricordo di un anno tutto nuovo e di nuovi buoni propositi appena confezionati già comincia a sbiadire. Sempre la solita vecchia te stessa da portare a spasso ogni mattina. Ti libererai mai di questa sensazione di essere ovunque fuori posto? E odi quello che fai, e odi non fare niente, e in ogni caso trovi la maniera di lamentarti. "I don’t know who I am, I don’t know what to do but I’m not a lot like you". Bene, almeno cominciamo da qualche parte.
Sidney Gish racconta con incantevole acutezza la vita quotidiana di una quasi ventenne dalle idee chiare e multiformi, ricca di talenti e immaginazione, e al tempo stesso non può fare a meno di annotare il proprio farsi strada nel mondo per tentativi, a volte comici (Sophisticated Space), a volte più faticosi e dolorosi (Rat Of The City). Alzi la mano chi non si potrebbe riconoscere in una strofa schietta e disarmante come: "every other day I’m wondering / what’s a human being gotta be like / what’s a way to just be competent".
Ci può consolare almeno l'amore? Dipende. Lungo le canzoni del nuovo magnifico album di Sidney Gish No Dogs Allowed forse quello che risulta più assente (e di cui, tutto sommato, non si percepisce troppo la mancanza) è proprio una consistente figura di interlocutore. Ma anche in questo caso la scrittura della Gish non si arresta: "and despite a past of bad ideas and advice / I sit still and wonder why I ever tried / to think that you were any different".
Sidney scherza a più riprese sulle proprie tendenze alla misantropia: "I think in all regards I’ve found a welcome home / amongst the people made of stone", ma non le credo davvero. Qualcuno capace di analizzarsi e cantare "maybe I wanna see him / but then again I'm an isolationist" non può avere una sensibilità disposta ad arrendersi tanto facilmente. E non c'è nessuna pretesa di coolness in questo: solo il racconto colorato e sovrabbondante di una giovinezza che sta mettendo assieme i pezzi di sé.
Quello che è certo è che Sidney Gish fa tutto da sola anche quando si tratta della propria musica. Dopo aver pubblicato un ottimo album d'esordio appena dodici mesi fa (Ed Buys Houses), ha scritto, suonato e registrato tutto No Dogs Allowed nei ritagli di tempo del suo corso di music business alla Northeastern University di Boston, e ormai ha messo a punto un indiepop già maturo e personale. Ovvio, alla prima nota vengono subito in mente nomi come Frankie Cosmos o Adult Mom (entrambe apertamente citate tra le righe dei suoi versi) o le Girlpool, ma tracce come I'm Filled With Steak, and Cannot Dance oppure I Eat Salads Now rivelano certe melodie più articolate, come Of Montreal da cameretta. Altrove, l'innesto a volte buffo di sample mi ha ricordato il primissimo Jens Lekman, il quale avrebbe potuto cantare anche la piccola ballata acustica in chiusura di disco, New Recording 180 (New Year's Eve).
Sono felice che il primo disco di cui mi sono follemente innamorato in questo 2018 sia di una giovane cantautrice come Sidney Gish: in qualche modo mi ricorda che, nonostante "these sweet instincts ruin my life", ci sono ancora un sacco di cose belle che possiamo fare.




giovedì 4 gennaio 2018

How you made friends when you were young

JENS LEKMAN & ANNIKA NORLIN: CORRESPONDENCE

Tre anni fa Jens Lekman si era lanciato nel progetto Postcards, un diario in forma di canzoni scritte e pubblicate su Soundcloud ogni settimana per dodici mesi. Poi fu la volta di Ghostwriting, dove lo spunto per le nuove composizioni arrivava da raccontati e aneddoti che gli venivano regalati da sconosciuti. Alcune di quelle canzoni e di quelle idee sono poi finite dentro l'album Life Will See You Now dell'anno scorso.
Oggi pomeriggio il cantautore svedese ha annunciato questo nuovo Correspondence, un lavoro a quattro mani insieme ad Annika Norlin che lo impegnerà lungo tutto il 2018. Sembra che al nostro Jens piaccia crearsi calendari e scadenze per essere produttivo. O forse, come ha commentato un mio amico, è soltanto un altro passatempo per sopravvivere al buio inverno del Nord.
Annika Norlin, meglio conosciuta come Hello Saferide prima e Säkert! poi, scambierà con Lekman una lettera tra Umeå e Göteborg ogni mese. Ma invece di lasciare che queste parole rimangano chiuse dentro un computer o una busta, i due musicisti le renderanno pubbliche, trasformandole in canzoni. Una specie di romanzo epistolare cantato e suonato, con un solo strumento per volta, questa è la regola che si sono dati.
Qui potete leggere la storia che ha dato inizio della loro amicizia e che li ha portati a lavorare assieme. Sulla home page del "work in progress" si può già ascoltare Who Really Needs Who, la prima lettera firmata da Lekman, scritta "from the remnants of a new years eve", che chiede proprio "would you like to correspond?".

(mp3) Jens Lekman - Who Really Needs Who

mercoledì 3 gennaio 2018

Indiepop Jukebox: "da qualche parte bisogna pur cominciare"

ECHOWAVE - ECHOWAVE EP

A quanto pare Sam Croaker ha 16 anni. Difficile non andare a controllare almeno venti volte questa informazione mentre si ascoltano le 6 canzoni del suo EP di debutto, intitolato con lo stesso nome del suo progetto musicale, EchoWave. Pop psichedelico e soleggiato, confezionato con un'invidiabile competenza e una contagiosa allegria, che sembra arrivare da una radiolina sulla spiaggia degli Anni Settanta. EchoWave, com'è giusto che sia a quell'età, enumera tra le sue influenze un po' di tutto, dai Beatles ai Tame Impala, passando per Todd Rundgren, ma dimostra di avere le idee chiare e una scrittura duttile e ricca. L'EP, suonato e registrato interamente dal giovane Croaker, è pubblicato dalla label australiana Allsorts Records:





LOS 1995 - GUERNICA

Ma voi lo sapevate che la Burger Records ha aperto una specie di filiale sudamericana? Io no, e mi sembra una mossa molto interessante e intelligente. La Burger Records Latam ha già pubblicato un paio di compilation piene di band a me sconosciute ma parecchio curiose e promettenti. Tra quelle che al primo ascolto mi hanno catturato, gli argentini Los 1995 (chissà se nel nome si nasconde qualche omaggio ai nostri Radio Dept.), autori di uno strano shoegaze a bassa fedeltà, a tratti scarno e introverso, altre volte più trascinante, e sempre molto seducente. Il loro primo EP Guernica è uscito il 31 dicembre e di queste sette tracce mi è piaciuto subito tutto, anche l'inconsueto cantato in spagnolo, malinconico e sfuggente.





Charms Around Your Wrist by Jetstream Pony

I Jetstream Pony si potrebbero definire un supergruppo, se non fosse che questa qualificazione nell'indiepop mi suona sempre un po' sproporzionata. In ogni caso, la band che fa base a Brighton è composta da Beth Arzy (Trembling Blue Stars / Aberdeen) alla voce, Shaun Charman (The Wedding Present / The Popguns / The Fireworks) alla chitarra, Kerry Boettcher (Turbocat) al basso e Sara Boyle (Shelley Mack Band) alla batteria. Avevano già pubblicato un 7 pollici su Kleine Untergrund Schallplatten lo scorso settembre, e appena prima di Natale ci hanno regalato una cover di Charms Around Your Wrist delle Softies, che aggiunge un efficace tocco elettrico alla delicatezza della musica di Jen Sbragia e Rose Melberg.





LILAC - SLOW SHAPES

I Lilac sono un quartetto di Stoccolma votato al più classico shoegaze Anni Novanta. Nel corso del 2017 hanno pubblicato due ottimi EP di 4 tracce che potremmo definire complementari. Il secondo, intitolato Slow Shapes, è uscito poco prima di Natale, e se nel marasma delle classifiche di fine è sfuggito anche a voi, vale la pena di tornarci su. Le atmosfere più sognanti e riverberate sono qui e là rafforzate da sfumature più jangling, come in questa Pale:





JULIE COOL - DEMO

OK, questi Julie Cool hanno esordito dal vivo appena tre sere fa, a una festa di capodanno in una casa di Wilkens Avenue, nella loro città, Baltimora: ma il bello di Bandcamp è capitare per caso sul loro demo e trovarlo già bellissimo così, tra accenni sgraziati, suoni sbilanciati e spontanea poesia. Queste canzoni si reggono in piedi tra riverberi e ritmi indolenti, come un impossibile incrocio sperimentale tra Mac DeMarco e non so, mettiamo Wild Nothing, per il puro piacere di una vedere dove può arrivare questa musica, sentire come scintilla ancora. Non per niente si definiscono "glimmery dart-pop":





The King In Mirrors - Fall into Place

The King In Mirrors, da Swindon, UK, è una band che ruota intorno a Rich May e un cast variabile di musicisti. Fanno quell'indiepop che non potrebbe essere più inglese e classico di così: dai Bodines ai Razorcuts ai Wedding Present, i riferimenti più brillanti sono tutti lì. Il nuovo singolo Fall Into Place, super jangling e ottimista, anticipa un album in arrivo a marzo:



lunedì 1 gennaio 2018

As the years go by

THE YEARNING - Do You Remember?

Here we are, as the years go by
Drifting on down life's alibi
Watching on, as the minutes die
And I think of you...




(Dal nuovo album Take Me All Over The World su Elefant Records)