lunedì 23 aprile 2018

I thought you were there


"polaroid – un blog alla radio" – S17E24

Quarterbacks – Park
Tracyanne and Danny – Alabama
Taken By Trees – Vibrant Colors
Shout Out Louds – In New Europe
High Sunn – I Thought You Were There
Blaire – Smiling
Say Sue Me – But l Like You
Crystales – Seance
MNNQNS – If Only They Could
Lev Snowe – When I Look Back

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venerdì 20 aprile 2018

Come back to hold me, don’t ever call me

CRYSTALES - CRYSTALES

Controluce, quell’istante sull’orlo del tramonto, la linea dell’orizzonte si dissolve piano tra i campi e il cielo. Cielo sconfinato, in declino da turchese a indaco a blu oltremare. Mezzo sole arancione cupo resiste immobile, oltre le strade, le rotonde, gli argini, i campanili e i capannoni. Frusciano di lato filari di pioppi, se hai tempo di ascoltare. Siedi qui, raccogli le ginocchia, puoi far volar via i soffioni e guardare gli aerei planare pigri verso Bologna o Verona o Milano, chissà.
Per noi di provincia, la Bassa Padana può diventare l’Oceano Pacifico, perdiamo sempre lo sguardo lontano come surfisti veterani, e certi suoni dolenti e dilatati dello shoegaze sono i nostri Beach Boys. La Bassa è la nostra California, quelle epiche traversate sulle sterminate freeway di campagna, dal Po agli Appennini in due giri di cassette consumate.
Ai Crystales riesce proprio il piccolo e prezioso prodigio di unire l’indolenza assolata che da qui immaginiamo West Coast con l’indolenza dissolta negli echi e nei riverberi dello shoegaze. Hanno scoperto come far combaciare il muro di suono dei My Bloody Valentine con la fragilità dell’indiepop. Sono un quartetto di Highland Park, Los Angeles, stanno per debuttare con un album su Burger Records, ed è proprio un altro nome Burger il primo che mi viene in mente ascoltando queste undici scintillanti tracce: quello dei Tomorrows Tulips. Stessi suoni che sembrano sfaldarsi a ogni nota e che quasi per miracolo riescono a intrecciare una melodia, stesse atmosfere di sogno. Ma mentre la band di Alex Knost Ford Archbold conduce la propria musica, più rock e spoglia, verso una sensualità psichedelica, ai Crystales riesce più naturale maneggiare sentimenti come la malinconia e l’abbandono.
"Boring is a boring song about breaking up and making up and regret, inspired by the sweet, sad-sap style of Brian Wilson", tanto per rendere l’idea di come si apre il disco. A volte spingono un po’ di più l’acceleratore sonico, come in Shoggoth o in Kate Blanchett, e mettono a punto una loro versione di quel pop abrasivo che una volta sarebbe stato di Crocodiles, Vivian Girls o Dum Dum Girls, ma io amo molto anche momenti alla Donkey, che sembra trasportare semplicemente un ritornello dei Radio Dept. sopra una spiaggia lontana e oziosa. Noi qui, dal fondo della Bassa in controluce, ringraziamo con molta passione.





mercoledì 18 aprile 2018

My love is where you left it

NIGHT FLOWERS

Riporre le speranze in una nuova primavera resta sempre la cosa più facile. E ti arrendi, con uguale misura di malinconia e impazienza, al gioco che già conosci di promesse non mantenute, aspettative eccessive, una settimana di pioggia per una giornata di sole, la bici, le strade, i nuovi dischi da ascoltare. Fingi di non ricordare le inquietudini e gli abbandoni, e come ogni volta pretendi di credere di avere tutto il tempo. Ti arrendi e un po’ ti fa comodo così. Sono stagioni in cui daresti ogni cosa pur di tornare a sentire di avere voglia di aspettare qualcosa.
Wild Notion, il disco d’esordio dei Night Flowers fa al caso tuo: anche lui come te un po’ si lascia andare e un po’ resta sulle sue, incerto sul deja-vù (“A lot of the album deals with time, place and memory. The memory often plays tricks and blurs the lines between present, past and future tense”, spiega il chitarrista Greg Ullyart). È un cielo d’aprile che a volte si affaccia già sul nuovo da cominciare, e a volte si mostra opaco, variabile, restio e nuvoloso.
La tripletta di canzoni in apertura alza subito la posta in maniera considerevole, e anche se non sempre il resto della scaletta sembra in grado di reggere il passo, forse nell’indiepop abbiamo imparato a essere contenti di queste promesse di primavera. La romantica Sandcastles è di una dolcezza Cardigans, e il modo in cui sfocia dentro le chitarre irruenti di Night Live, quasi da Teenage Fanclub alle prese con una cover dei Pains Of Being Pure at Heart, ti lascia addosso quell’euforia da primo pomeriggio in maglietta e aria nuova sulla pelle. Resolver arriva a portare la giusta sintesi, pareggiando il conto tra jangling guitars e ritornelli zuccherosi che non si staccano dai pensieri.
Basterebbe già questo alla band londinese (ma con la voce squillante di Sophia Pettit che arriva da Boston) per conquistarci, ma qui e là compaiono alcune autentiche gemme, come la ballata Fireworks, che sembra quasi una versione mainstream (si fa per dire) di certi Flowers, oppure la sgargiante Hey Love, che potrebbe stare dopo Friday I'm In Love in una ideale playlist. In alcuni altri episodi, invece, mi pare che i Night Flowers si trascinino senza troppa convinzione, ma in fondo è il piccolo prezzo che accettiamo di pagare ogni primavera, la prevedibile resa per tutta la voglia di correre che vogliamo ritrovare una volta di più.





lunedì 16 aprile 2018

Let’s do it wrong

Echo Ladies

"polaroid – un blog alla radio" – S17E23

Hairband – Flying
Beach Skulls – That’s Not Me
Très Oui – Looking For
Eureka California – Threads
Crystales – Kate Blanchett
Wedding – Hands In The Till
Hinds – The Club
Echo Ladies – Bedroom
Soccer Mommy – Skin
Boys – That Weekend
Yo La Tengo – Let’s Do It Wrong
The Pastels – Boats
Melody’s Echo Chamber – Breathe In, Breathe Out
Frankie Cosmos – Cafeteria
The Catherines – Let’s Kiss Good Night In The Morning
Launder – Annie Blue
Vamping – Silence Knows
Tracyanne And Danny – Home And Dry

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venerdì 13 aprile 2018

"Resist the urge to quantify"

Quella vecchia rubrica che una volta si chiamava "Polaroids From The Web" [*]


► «There is a new-old Quarterbacks song, thank God», titolava ieri Fader, ed è stata proprio la mia stessa reazione. Non me l'aspettavo e la sorpresa è stata pari solo al caldo senso di gratitudine. La band di Dean Engle è stata uno dei più brucianti amori a prima vista degli ultimi anni per chi vi scrive, ma è da lungo tempo assente dalle scene, ed era già chiaro che fosse ormai un discorso concluso (Dean, a giudicare dai suoi ascolti su Soundcloud, ha anche cambiato decisamente gusti musicali). La Team Love Records ha ora ristampato Quarterboy su cassetta, e come bonus track all'album del 2014 ha aggiunta questa nuova Park, composta sempre in quel periodo ma mai registrata fino ad oggi. Stesso approccio lo-fi, stessi versi laceranti, stesso magia "twee-punk", come si diceva all'epoca. Quarterbacks, qui ti si vuole ancora molto bene, e io spero che un giorno o l'altro ci rivedremo.




► «What do I remember of that show? I know how bad we must have sounded. There’s no way it could have been good, and yet? The crowd was singing along to songs like they were real songs, like we were a real band. People were screaming and jumping around, the sun was setting over the ocean beyond the crowd, and it was great in ways I could never understand or replicate. It’s very possible the audience was too stoned or drunk to notice how terrible we were, but to this day—nine years later—people all over the world who were there that year come up to me and say how much they loved that concert. I’ll meet someone in random places on tour, and they’ll tell me they were there at Primavera when we played. And I want to say “oh, I’m sorry”—but I don’t, because our band that barely knew how to play, accidentally played one of the greatest shows we ever played to thousands of people» - Kip Berman dei Pains Of Being Pure At Heart racconta in maniera magnifica per Spotify Stories (ma quindi ora Spotify ha anche un magazine? Chiudiamo tutto?) il suo primo Primavera da musicista: "What I Learned When My Band Played its First Festival".

► «New Zealand Indie: Beyond Flying Nun and the “Dunedin Sound”», dove Bandcamp Daily cita anche svariate band e label passate su queste frequenze.

► «People are listening to more artists than ever before, with playlists boasting a range of musicians, but when people become fans of playlists are they no longer becoming fans of the music itself?» - su Red Bull Music un articolo per cercare di rispondere alla domanda "Is music streaming making listeners smarter or complacent?".

► «Whether it’s a rap song or a reality show, there is this notion of widely enjoyed media as “junk food” — something to feel bad about consuming. But the very idea of a guilty pleasure has always felt gendered to me, at least to some degree»: "The Problem With 'Not Caring' About Pop Culture".

► Periodicamente torna fuori qualche articolo con "quella ricerca di Oxford che dice che andare ai concerti allunga la vita". Ok, che scoperta. Forse è meglio questo pezzo del Guardian sugli over 50 ancora in azione dietro ai mixer: «Thirty years on from the second summer of love, a cohort of fiftysomething DJs are refusing to hang up their headphones».

► «The breakup of The Thermals feels like the end of an era for indie rock. They were a reliable constant in an ever-changing world. They never produced a dud or the dreaded mid-life crisis record. They didn’t hit a sophomore slump or make an overproduced, major label disaster. They never went more than three years without releasing a new record»: Dan Ozzi su Noisey elogia a dovere i Thermals, che questa settimana hanno annunciato lo scioglimento.




giovedì 12 aprile 2018

I can never be the one I knew you're always looking for

Très Oui - Poised to Flourish

"Pop songs straight from the foul rag and bone shop of the heart": è il motto che i Très Oui hanno messo in alto sul loro Bandcamp. Se in mezzo agli stracci e ai brandelli è compreso anche qualche lembo di malinconia, potresti prenderla come una definizione valida per quasi tutto l'indiepop. Del resto, i Très Oui se ne intendono: Nate Cardaci aveva formato la band dopo la sua precedente esperienza come frontman dei Literature, i cui due dischi usciti per Slumberland qui a polaroid abbiamo suonato in lungo e in largo. Dopo l'EP di debutto dell'anno scorso, è arrivato finalmente primo album vero e proprio, Poised To Flourish, dieci tracce praticamente impeccabili.
Con la collaborazione di un paio di altri ex Literature, Steven Garcia e Seth Whaland, e con l'aggiunta di una buona dose synth (decisivi per il cambio di suono dei Très Ouoi rispetto al passato), Cardaci è riuscito a condensare in questo disco un'idea di pop che riesce a essere al tempo stesso scanzonato e da festa (vedi il singolo Séance o l'apertura in quarta di Looking For, che ci potremmo aspettare dai Pains Of Being Pure At Heart più scanzonati), ma anche introspettivo e dolce (come in One Track, con arrangiamenti di fiati Eighties che mi fanno tornare in mente addirittura certi Hall & Oates, o come in Alex To The Right, che si dissolve come giovani Vampire Weekend).
Dai tempi dei Literature, alcuni spigoli si sono smussati, e se a volte sento la mancanza dell'irruenza di quelle vecchie chitarre, dentro Poised To Flourish riesce praticamente sempre alla perfezione il gioco di combinare leggeri innesti sintetici sopra classici suoni "jangling", con un risultato abbastanza "fuori dal tempo". Nelle recensioni dei Très Oui si fanno spesso i nomi di Prefab Sprout, Atzec Camera, Orange Juice e Smiths: forse non siamo ancora a quei livelli, ma sono pronto a scommettere che quest'anno non saranno molte le uscite indiepop a suonare divertenti, colorate e accurate come questo energico e tenace disco.







domenica 8 aprile 2018

"Noi che a Milano ci andiamo per la moda e la radio" (2)


Musica Per AperiTweevi VS Radio Raheem (2018/04/05)

The Hidden Cameras - Fear Of Zine Failure
Orchids - What Will We Do Next
The Hobbes Fanclub - Baby It's You
Razorcuts - I Heard You The First Time
Bad Family - Kate & Tony
Heavenly - Over And Over
Flowers - Say 123
The Shop Assistants - I Don't Want To Be Friends With You
The Soup Dragons - Pleasantly Surprised
Westkust - Care
Field Mice - Sensitive
Comet Gain - An Arcade From The Warm Rain That Falls
Shout Out Louds - Please Please Please
The Pains Of Being Pure At Heart - Everything With You
My Bloody Valentine - Sunny Sundae Smile
The Radio Dept. - This Repeatead Sodomy
Pete & The Pirates - Come On Feet
Stereolab - Pinball

martedì 3 aprile 2018

Breaking loose

polaroid – un blog alla radio

"polaroid – un blog alla radio" – S17E22
(insieme a Michele "Qlowski" Tellarini)

The Number Ones – Breaking Loose
Kluster – Over My Head
Perverts Again – Longlegger
The Catherines – Good Golly Goo - I Never Thought That I Could Love Someone As Much As I Love You
Rik & the Pigs – Steve B Goode
Launder – Keep You Close (feat. Soko)
Nap Eyes – White Disciple
Stephen’s Shore – New Jersey
Candy – Apartment In The City
Cindy Lee – Act of Tenderness

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